ic_dipuglio_27 Madonna con Bambino.
|
предыдущая | содержание | следующая
Madonna con Bambino. Fine XIV sec.
Tempera su tavola, cm. 49,2 x 33. Galatina (Lecce), Chiesa di S. Caterina d'AlessandriaJ_T_esoro. Iscrizioni: MHP GY.
Dell'icona non esiste traccia nei documenti locali: le sue modeste dimensioni confermano, peraltro, una originaria destinazione al culto domestico o comunque privato e attestano che essa probabilmente non ebbe mai una sua collocazione all'interno della chiesa cateriniana. La Vergine stringe teneramente tra le braccia Il figlioletto, che accosta la sua guancia a quella della Madre secondo l'iconografia tipica della Vierge de Tendresse (Babic 1988). Indossa un maphorion color bruno, con piatto bordo ocra decorato in oro, da cui spunta una rigonfia cuffia blu con disegni in oro. Il motivo decorativo del maphorion si ripete sulla manica destra, a coronamento di una lunga frangia composta da sottili lumeggiature dorate. Il Bambino veste un chitone verde pallido, ornato con piccoli cerchi dorati; dalla spalla destra e dalla cintola pende un himation le cui pieghe sono evidenziate da una fitta raggiera di sottili linee scure. Caratteristi-co e il modellato dei volti, ove su di un fondo ocra, a sottilissime pennellate chiare che evidenziano le zone di luce, si contrappongono larghe ombreggiature verde-bruno, mentre vivacissimi tocchi rosso carminio definiscono le labbra, le guance, il contorno dei nasi, dei visi e delle mani. Sul fondo oro si leggono appena le aureole incise, campite da triangoli alterni, uno punzonato e l'altro decorato da un motivo cruciforme. Ai lati del capo della Vergine due dischi, decorati come i contorni dei nimbi, con lievissime tracce di colore rosso carminio, recano inscritti i monogrammi MHP 0Y. Esposta per la prima volta alla Mostra barese del 1969, come prodotto estraneo alla cultura pugliese, e stata in quella occasione collegata a un gruppo di Madonne zara-tine e comunque a prodotti dalmati del secolo XIV, quali la Vergine e le storie della Passione del dittico in Collezione Stoclet a Bruxelles (P. e M. D'Elia). Elementi quali lo schema iconografico, il tipo fisionomico della Vergine con le caratteristiche sopracciglia incurvate e la cuffia rigonfia, per cui l'unico termine di confronto in area pugliese e la Madonna del Monastero delle Vergini di Bitonto (cat. n. 34), consentono indubbi riferimenti con la serie di Madonne con Bambino che il Garri-son (1949) attribuiva al Gruppo Adriatico III, opera di maestranze probabilmente dalmate della prima meta del secolo XIV. Pure, credo che nel vigoroso modellato, nella pittura rapida, incisiva, nelle ampie su-perfici, possa meglio ravvisarsi un piu diretto confronto con i prodotti della pittura serba, in specie con le tavole dell'icono-stasi della chiesa del monastero di Decani, a Cattaro. Si confronti in particolare l'icona della Vergine Oumilenie dell'imperatore Dusan, datata dal Djuric alla meta del secolo XIV (Djuric 1961, pp. 102-103,30, tav. XLV), opera di iconografi di Cattaro, attivi lungo il litorale adriatico (Calo Ma-riani in corso di stampa). Per quanto riguarda la datazione dell'icona galatinese, n piu accentuato calligrafismo, il disegno aspro e inquieto uniti a un piu largo modellato – la figura della Vergine occupa quasi interamente la superficie del dipinto – inducono a posticiparne la datazione al maturo secolo XIV. L'icona, proveniente quindi con molta probabilita dalla Serbia, pote giungere in dono al tempio cateriniano durante il periodo dell'Osservanza Bosniese (1391-1446). Bibliografia: P. e M. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 21; M. D'Elia 1975, p. 154, nota 11. (R.L.R.) |


