ic_dipuglio_30 Madonna con Bambino

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Madonna con Bambino. Ignoto pittore cretese seconda metа XV sec.

 

 

Tempera su tavola, crn. 112 x 79. Brindisi, Museo Archeologico Provinciale.

 

L'icona, di provenienza ignota, faceva parte delle collezioni del Museo Civico di Brindisi, donde confluм successivamente, dopo un breve deposito nella chiesa di S. Maria di Loreto annessa al cimitero, nel Museo Provinciale di Brindisi (1954).

Presumibilmente al secolo XVII risale la sagomatura a centine contrapposte della parte superiore.

La tavola segue lo schema della Madonna Hodigkitria: la Vergine, a mezza figura, indossa tunica bluastra e mapborмon rosso scuro, entrambi con listature dorate agli orli. Il Bimbo, con chitone e himation riccamente panneggiati e solcati da un fitto reticolo di crisografie, benedice alla greca con la destra, mentre con la sinistra regge per la cima il rotulo. Le aureole, punzonate, sono decorate da motivi vegetali cui si aggiungono, in quella della Vergine, medaglioni zpomorfi (i simboli degli Evangelisti?). E probabile che, negli angoli superiori della tavola, figurassero М busti degli arcangeli Michele e Gabriele, come sembra suggerire l'icona nella Prefettura di Taranto (cat. n. 46), di uguale iconografia.

La tavola fu esposta nel 1969 nella mostra tenutasi presso la Pinacoteca Provinciale di Bari e in quell'occasione considerata opera "schiettamente greca, quasi sicuramente importata e databile sugli inizi del Cinquecento" per le forti affinitа con la produzione di Andrea Rмzo, del quale all'epoca non erano ancora noti gli estremi cronologici. Piщ tardi la Sciarra, in una breve didascalia, la retrodatava al XIV secolo. Recentemente la Bianco Fiorin и tornata, anche se indirettamente, sull'icona, in una scheda dedicata alla Madonna Hodighitrмa nella chiesa dei Serbi a Trieste, da lei attribuita ad Andrea Rizo da Candia. Nel respingere la tesi di A. Limena, che accostava l'icona triestina alla Madonna Hodigbi-trмa nella chiesa di S. Maria delle Grazie a Este, di rimando la studiosa poneva in rapporto quest'ultima con l'icona di Brindisi (da lei assegnata al XV secolo) che, a suo dire "sembrerebbe la versione 'originale' del pezzo dм Este" (evidente lapsus dato che poco prima, nello stesso testo, la Bianco Fiorin, nel respingere l'attribuzione al caposcuola cretese dell'icona di Este, avanzata dal Lмmena, diceva la tavola arrivata dall'Oriente giа nel 1408).

A nostro parere, nel caso dell'icona di Brindisi ci sм trova indubbiamente di fronte a un raffinato originale cretese, assai vicino nelle tipologмe facciali, nella delicata tornitura degli incarnati, nella finezza delle lumeggiature biancastre, all'ambiente cretese del secondo Quattrocento, fra Andreas Pavias e Andrea Rizo da Candia. A meno di non considerarla opera autografa di uno dei due maestri (il Pavias?), essa rimane a tutt'oggi anonima. La sua datazione, per quanto si и fin qui detto, и da fissarsi alla seconda metа del XV secolo.

Bibliografia: Van Marle, V, 1925, p. 384; M. e P. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 28; Sciarra 1976, p. Vili; Bianco Fiorin in Milossevich-Bianco Fiorin 1978, p. 88.

(CG.)

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