ic_dipuglio_38 Madonna con Bambino

NO TRANSLATION AVAILABLE

предыдущая | содержание | следующая

 

Madonna con Bambino incoronata dagli angeli (Madonna di Costantinopoli). Donato Bizamano.

 

 

Tempera su tavola, cm. 132 x 90. Barletta (Bari), Chiesa del Santo Sepolcro. Restauri: 1964, R. Lorenzoni. Iscrizioni: MHP 0Y. О AГ.M/O AГ. Г.

 

L'icona e collocata attualmente in fondo alla navata destra della chiesa, fondata nella seconda meta del secolo XII dall'Ordine ospedaliere dei Cavalieri di S. Giovanni al Sepolcro, reduci dalla Terra Santa. Il Vista descrive, nel 1902 (Vista 1900-07, p. 27), un altare in legno dedicato alla Madonna di Costantinopoli (sul quale, con tutta evidenza, doveva essere ubicata l'icona) sito nel "quinto arco", ovvero nella quinta cappella della navata sinistra. Il dipinto e stato restaurato nel 1964, in occasione della mostra presso la Pinacoteca Provinciale di Bari.

Dal punto di vista iconografico, l'icona combina il tipo della Madonna Glykophilou-sa con quello della Madonna Regina Ange-lorum. Sul fondo uniformemente dorato la Vergine, a mezza figura, vestita di tunica corallo e maphorionolu che le copre anche i capelli, avvolti dal cercine rigato, sorregge con entrambe le braccia ilBambino. Questi accosta la sua guancia a quella della Madre, che accarezza con la manina destra, mentre con la sinistra trattiene un lembo del maphorion. In alto, due svelte figuret-te di angeli svolazzanti reggono, al di sopra del capo della Vergine, una corona gigliata. Le aureole sono punzonate. L'icona e, per livello qualitativo, una delle piu fini tavole postbizantine che si conservino in Puglia.

Frettolosamente citata dagli studi locali, fu studiata — in occasione della Mostra del 1964 — dal D'Elia, che la considerava opera di un "pittore forse di origine cretese, trapiantato da tempo in Italia e gia esperto dei modi dei Bizamano e dello ZT", datandola fra il terzo e l'ultimo quarto del XVI secolo. Piu tardi la Calo tornava a esaminare il dipinto, ritenendolo un prodotto di bottega cretese risalente "con molta approssimazione" al secondo Cinquecento e ponendolo in rapporto con la Madonna Gly-kophilousa del Museo Provinciale di Lecce (cat. n. 52).

Il rinvenimento (da parte del Krasic, 1973) nel Museo dei Domenicani di Dubrovnik di una Madonna Glykopkiloma firmata da Donato Bizamano, che lo studioso pone in rapporto, per l'identico "schema iconografico", con la Madonna leccese, permette di riaprire I termini di una questione che, di rimando, investe anche l'icona del S. Sepolcro di Barletta.

Quest'ultima, infatti, non soltanto si rivela assai vicina alla Glykophilousa del Museo di Lecce (stilisticamente accostabile, al di la del tipo iconografico, alla cerchia di Donato Bizamano, nonostante un piu deciso orientamento in senso grafico e linea-ristico), ma, per i confronti davvero stringenti che possono istituirsi con Tunica opera firmata del pittore presente in Puglia, la Madonna in trono con Bambino tra S. Francesco d'Assisi e S. Caterina d'Alessandria, ora alla Pinacoteca di Bari (cat. n. 50), si qualifica come un'opera autografa di Donato. Identici si rivelano infatti la tipologia facciale della Vergine e del Bambino (con la curiosa, tipica "mancanza" della guancia sinistra della Vergine) nonche il ductus pittorico (e comunque da considerare che l'icona barese, come si e detto, risulta assai svilita da un empirico lavaggio eseguito in epoca imprecisata).

Bibliografia: Van Marle, V, 1925, p. 383; Russo 1923, p. 29; Russo 1934, p. 10; Cassandre 1957, p. 293; M. D'Elia in Bari 1964, p. 103; Calo 1968, p. 20; M. e P. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 26; Calo 1969, p. 22; Guida Tei Puglia 1978, p. 142.

(C.G.)

предыдущая | содержание | следующая