ic_dipuglio_39 Madonna di Costantinopoli
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Madonna con Bambino (Madonna di Costantinopoli). ZT.
Tempera su tavola, cm. 130 x 103. Bari, Museo Diocesano. Iscrizioni: Nell'angolo inferiore sinistro: \ \, interpretato come 33 = 1533.
La tavola si trovava in origine nella chiesa Matrice di Modugno (Bari), donde nel 1961 e passata nel Museo Diocesano di Bari. Il tema rappresentato e un'interpretazione, alquanto libera, dello schema deii'Eleousa: la Vergine, la cui figura e tagliata all'altezza delle ginocchia, vi compare seduta, avvolta da un ampio maphorion blu orlato da un vistoso gallone dorato: da esso spuntano la tunica rosa e il cercine rigato che le nasconde I capelli. Con la mano sinistra stringe a se il Bimbo, in tunichetta marrone chiaro e manto color corallo, il quale ha un rotulo nella sinistra e benedice alla latina con la destra. Dietro le figure e un tendaggio, anch'esso bordato da gallone dorato. Lo sfondo e costituito da un cielo azzurro cupo striato da nuvoloni, sul quale si stagliano alberi. Citata nel 1919 dal Salmi, che la poneva in rapporto con I dipinti di simile soggetto nella chiesa di S. Giacomo a Barletta e nella Cattedrale di Ruvo (cat. n. 57), la tavola fu successivamente ristudiata dal D'Elia che, nell'accettare tali riferimenti, ne individuava l'autore nel misterioso pittore noto con la sigla ZT, per i palesi rapporti esistenti con la Madonna ai Costantinopoli di Spinazzola e col polittico nella chiesa del Carmine a Ruvo. Se e indubbio che, sul piano iconografico, il pittore ha guardato alla tradizione iconica bizantina, ancora vigorosa in Puglia, mutuandola probabilmente dal dipinto di Donato Bizamano gia a Noicattaro (cat. n. 50), e pero da notare come egli reinterpreti il tema in chiave decisamente veneteggiante (Calo), sostituendo al tradizionale sfondo dorato un fresco paesaggio, forse desunto da stampe di opere beiliniane. Bibliografia: Salmi 1919 a, p. 172, nota 2; Quinavalle 1932, p. 147; M. D'Elia in Bari 1964, p. 117; P. e M. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 32; Calo 1-969, pp. 53-54; Lucatuorto 1971, p. 57; Rotili 1976, p. 139. (C.G.) |


