ic_dipuglio_43 Deposizione dalla croce

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Deposizione dalla croce tra S. Caterina d'Alessandria e S. Antonio da Padova (trittico). Giovanni Maria Scupula.

 

 

 

 

 

Sul retro dell'anta sinistra: S. Giacomo Maggiore. Tecnica mista su tavola, cm. 7,7 x 22,5. Bologna, Museo Civico Medievale. Restauri: 1982-83, Pietro Tranchina. Iscrizioni: Nel cartiglio della croce: INRI.

 

Il piccolo trittico, insieme a due scomparti erratici raffiguranti S. Girolamo e S. Giovanni Battista (cat. n. 59) e ad altri ora perduti, fa parte della cospicua raccolta di opere d'arte donata al Comune di Bologna dal pittore e collezionista Pelagio Palagi (1777-1860) l'anno della sua morte (in Bologna 1976, p. 24).

Un recente restauro ha restituito alle tavolette la vivace cromia originaria.

L'articolazione del trittico, che presenta ancora il gancio per la sospensione e la serratura, e semplice: in posizione di chiusura, Fantina destra si sovrappone alla sinistra; aprendola, il retro dello sportello sinistro mostra il S. Giacomo Maggiore, mentre il recto dell'anta destra S. Antonio da Padova. Infine, con l'apertura dell'anta sinistra, si puo vedere S. Caterina d'Alessandria sul recto dell'anta, e la Deposizione dalla croce al centro. I santi, con attributi iconografici ben in vista, sono rappresentati su uno sfondo di paesaggio che, verso l'orizzonte, e formato da monticeli! tondeggianti disposti su due file. Lo scomparto centrale mostra Cristo nel momento in cui viene schiodato dalla croce, sorretto da S. Giovanni Evangelista, Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. In basso la Vergine, affranta, viene consolata dalle pie donne. II trittichetto, pubblicato dal Quintavalle, e da identificare con quello che l'Arditi erroneamente dice conservato nella Pinacoteca Nazionale di Bologna: a suo dire, l'opera sarebbe firmata e corredata delle armi nobiliari dello stesso Scupula: cosa che, a un esame diretto, si rivela inesatta. Dal punto di vista strutturale, esso e del tutto simile ai tanti piccoli trittici capolet-to dipinti dallo Scupula, in particolare a quello del Musee d'Unterlinden a Colmar (Moench,1987). Iconograficamente, si notera che la Deposizione replica esattamente, salvo modestissime varianti nella parte bassa, quella che compare nel retablo con Storie di Cristo e della Vergine della Pinacoteca Provinciale di Bari (cat. n. 58). Il S. Giacomo Maggiore e invece pressoche identico a quello che compariva su uno scomparto gia nel Museo Civico di Bologna (Quintavalle, fig. 6), attualmente irrintracciabile. La quasi assoluta identita delle repliche farebbe pensare che lo Scupula producesse quasi in serie i vari Santini e le varie scenette, assemblandoli poi a seconda dei bisogni della committenza. Bibliografia: Arditi 1879-85, p. 462; Villani 1904, p. 981; Benezit 1911-23, ed. 1954-58, p. 687 Quintavalle 1932, pp. 163-166; Foscarini, 1935 e., mbvocem Scupula; Ceci 1936, p. 413; Bianco Fiorin 1984, p. 93, nota 9; Moench 1987, p. 73. (C.G.)

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