ic_dipuglio_44 S.Girolamo

NO TRANSLATION AVAILABLE

предыдущая | содержание | следующая

 

S.Girolamo e S.Giovanni Battista (scomparti di trittico). Giovanni Maria Scupula.

 

 

Tecnica mista su tavola; ciascuno scomparto cm. 10 x 5,2. Bologna, Museo Civico Medievale. Restauri: 1982-83, Pietro Tranchina. Iscrizioni: S. IERONIMVS. S. INS. BA.


I due scomparti, insieme a un altro, attualmente irrintracciabile, raffigurante S. Giacomo Maggiore, e al trittichetto con la Deposizione dalla croce tra S. Caterina d'Ales-sandria e S. Antonio da Padova (cat. n. 60), fanno parte della cospicua raccolta di opere d'arte donata al Comune di Bologna dal pittore e collezionista Pelagio Palagi (1777-1860) l'anno della sua morte (in Bologna 1976, p. 24).

II recente restauro, che pur ha restituito ai due scomparti superstiti la vivace cromia originaria, non ha potuto ovviare all'imbar-camento delle sottili tavolette, assai accentuato in quella raffigurante S. Girolamo. S. Girolamo, in veste di eremita, inginocchiato dinanzi a un Crocifisso sotto un albero da cui pende un drappo rosso, e colto nell'atto di flagellarsi il petto con un sasso. Sullo sfondo, e un paesaggio formato da monticeli! tondeggianti.

S. Giovanni Battista, in posizione stante, indossa un vello di pecora e un manto orlato da filettatura aorata e regge un'asta, sulla cui sommita poggia l'Agnus Dei. In basso, a destra, e un catino contenente il capo dello stesso Battista. Lo sfondo di paesaggio e simile a quello dell'altro scomparto.

Insieme a quella perduta, ma pubblicata dal Quintavalle (fig. 6), le due tavolette formavano in origine un trittico capoletto, simile ai tanti eseguiti dallo Scupula e sparsi in vari musei italiani e stranieri. Allo stesso trittico apparteneva, con tutta probabilita, una Sepoltura di Cristo citata dal Ceci (1936, p. 413) come presente nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, sulla scorta di una notizia inesatta riportata dall'Arditi, che diceva l'opera firmata e corredata delle armi nobiliari dello stesso Scupula.

La tavoletta e attualmente introvabile, ma l'identita dei soggetti degli altri scomparti rispetto a quelli del Museo Civico e, soprattutto, l'attestata assenza di opere dello Scupula nella Pinacoteca Nazionale di Bologna inducono a ritenere che si tratti in realta dello stesso dipinto, erroneamente collocato in due sedi diverse. Nei due scomparti superstiti immutata risulta, rispetto alle altre opere note del pittore, la cifra stilistica, caratterizzata dalla cura miniaturistica dei particolari e dall'uso di sottili crisografie in corrispondenza degli orli degli abiti e delle aureole: elementi questi collegabili a una possibile attivita dello Scupula come decoratore di codici miniati.

In particolare, lo scomparto del S. Girolamo – ispirato a una incisione di Albrecht Diirer – risulta quasi identico, anche se ribaltato, rispetto a quello del trittico gia nella collezione di Seroux d'Agincourt (Moench, fig. 6), mentre il S. Giovanni Battista e replicato esattamente nello stesso trittico (Moench, ibidem) e in quello, parzialmente conservato, del Museo Provinciale di Catanzaro (cat. n. 61). La quasi assoluta identita delle repliche rende comunque impossibile ricostruire una cronologia interna delle opere del pittore otrantino.

Bibliografia: Arditi 1879-85, p. 462; Villani 1904, p. 981; Benezit 1911-23, ed. 1954-58, p. 687; Quintavalle 1932, pp. 165-166; Foscarini, e. 1935, sub vocem Scupula; Ceci 1936, p. 413; Bianco Fiorin 1984, p. 93, nota 9; Moench 1987, p. 73.

(C.G.)

предыдущая | содержание | следующая