ic_dipuglio_51 La decollazione del Battista
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La decollazione del Battista. Victor.
Tecnica mista su tavola, cm. 46 x 34. Bari, Collezione privata. Restauri: Germania Occidentale, 1970 с.
Iscrizioni: In alto, al centro: H AПOTOMH THC KEФAЛHC Tov TIMIov ПPOДPOMov K(AI) BAПTICTou IwANNou. In basso a sinistra: XEIP BIKTOPOC. La tavola, in buone condizioni di conservazione, e presente nella collezione di famiglia dei proprietari da circa due secoli. Se ne ignorano la provenienza originaria e le modalita d'acquisizione. Essa raffigura due momenti legati alla vita del Battista: la decollazione e il festino di Erode (Matteo, XIV, 1-11; Marco, VI, 17-28; Luca, III, 19-20). L'episodio di piu forte carica drammatica e rappresentato in primo piano: il Battista, inginocchiato, con le mani avvinte da una funicella, aspetta il colpo di scimitarra che sta per vibrargli il centurione dietro di lui, in lorica dorata a squame ed elmo ornato da applicazioni d'oro. Accanto a questo, sono due sgherri e un altro centurione, an-ch'egli con armatura da parata, la mano poggiata sull'elsa della spada. Quest'ultima figura si staglia su una quinta architettonica costituita da una costruzione circolare (la prigione?). In secondo piano Salome, accompagnata da due ancelle, regge il vassoio nel quale verra posto il capo del Battista. Sullo sfondo e il festino di Erode Aritipa: questi e seduto su un trono con baldacchino, in cima alla scalinata del suo palazzo, attorniato da vari dignitari e sorvegliato da soldati, mentre un tibicine, dal balcone, da l'annuncio della morte del Battista. Ai piedi della scalinata, il centurione e colto nell'atto di posare la testa del Battista nel vassoio portogli da Salome, seguita dalle due ancelle. In alto, al centro, quattro angeli dalle mani velate scendono dal cielo ad accogliere l'anima del Battista. Dal punto di vista iconografico la tavola e del tutto simile ad altre: una, firmata da Franghias Kavertzas, nel Museo dell'Istituto Ellenico di Venezia (Chatzidakis 1962, pp. 87-88, n. 58), un'altra nel Museo del Vetro di Murano (dep. Gallerie dell'Accademia di Venezia), a firma Filoteo Scufo (Manoussakas, 1964), nonche una terza di Theodoro Poulakis. Lo stesso Victor e autore di una replica dello stesso soggetto, datata 1660, che si conserva a Zante (Chatzidakis 1962, p. 147). Alla base di tale composizione, di gusto ve-neteggiante e con personaggi atteggiati "secondo maniera" (si osservi soprattutto la fi-fura in torsione del carnefice, una vera esi-izione di muscoli in contrapposto), e un'invenzione di Michael DamasKinos, cioe la grande tavola raffigurante la Decollazione del Battista nel Cimitero di Corfu, pendant di una Lapidazione di S. Stefano, anche questa fatta oggetto di una replica da parte di Victor. La felicissima combinazione di retaggi bizantini col piu aggiornato tardomanierismo occidentale e col gusto cromatico veneziano, che costituisce la peculiarita dell'arte del Damaskinos, viene ripresa a distanza da Victor, fedelissirno al prototipo anche nel carattere prezioso e decorativo che egli conferisce all'icona, databile a circa il 1660. (C.G.) |


