ic_di_puglio_03 Madonna con Bambino
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Madonna con Bambino (Madonna di Ciurcitano). XIII sec.
Tempera su tavola, con tela interposta (i bordi della tavola sono sopraelevati a formare la cornice), cm. 87 x 64. Bari, Pinacoteca Provinciale. Restauri: 1967, Istituto Centrale per il Restauro, Roma.
L'immagine era venerata nella chiesa del casale di Ciurcitano, nei pressi di Terlizzi (Bari), gia citata nella bolla del 1137 di papa Anacleto II come appartenente all'Ordine dei Fratelli Ospedalieri Gerosolimitani o di S. Giovanni. Nel 1725 il casale risulta abbandonato. L'8 luglio dello stesso anno Antonio Pacecco, vescovo di Bisceglie, visitando la Ecclesia antiqua Sancii Spmtus seu S. Mariae de Circitano e trovandola diruta, ne decreto 3'inagIbilita e ordino il trasferimento del quadro nel santuario di Sovereto, ospizio dei cavalieri teutonici, al posto dell'icona la venerata (trasportata tra il 1561 e il 1581 nella Cattedrale di Terlizzi) (Paglia, Pappagallo). Nel 1760 il barese Marco Gironda ridusse l'icona a miglior forma. Nel 1812 e 1813 il Santuario di Sovereto e I suoi beni furono venduti al cav. Michele Lamparelli (De Giaco; Mannelli Giovene); il suo successore, Giuseppe, nel 1859 rimosse Il dipinto dal santuario. Dal Lamparelli "il quadro fu venduto [...] per 5.000 lire alTIng. G. De Gemmis [...] che aveva promesso di restituirlo alla Chiesa di Terlizzi, ma non ha mantenuto la parola"; questi in seguito lo dono all'Amministrazione provinciale di Bari (Valente). L'icona e stata danneggiata dall'umidita e da incauti interventi di pulitura. Da una foto del 1948 (Arch. Fot. Soprintendenza Bari nn, 2286-2287 B), il volto della Vergine si rivela chiaramente vicino alla Madonna di Andria, alla quale l'icona di Ciurcitano e legata anche per lo schema iconografico. La Vergine veste un maphorion incrociato, caratterizzato dal prezioso grafismo delle pieghe in pura azzurrite. Insolita, invece, appare la veste del Bambino, verde chiaro lumeggiata di bianco. Questi benedice con la destra, mentre la mano sinistra e scomparsa. Negli angoli superiori sono visibili le tracce ai due mezze figure di angeli, inserite in medaglioni, probabilmente gli arcangeli, come nella piu consueta iconografia della Madre di Dio (Doufrenne 1968, p. 21). Le aureole, pressoche illeggibili, presentano tracce di una doppia punzonatura. Solo citata dal Garrison e attribuita allo stesso autore della Madonna di Pulsano (cat. n. 5), l'icona e stata per la prima volta presa in esame da P. e M. D'Elia, che ne sottolineavano le affinita con la Madonna di Andria e la ponevano in rapporto con l'arte cristiana d'Oriente, suggerendo confronti con un'icona musiva di S. Caterina al Si-nai del XIII secolo (Lazarev 1967, Hg. 418) e con una Madonna con Bambino proveniente da S. Giovanni dei Cavalieri, nella Galleria Nazionale di Pisa. Successivamente la Belli D'Elia (1971) ha sviluppato l'accenno alla relazione con le icone sinaitiche e ribadito il confronto con l'icona di Andria per la stilizzazione delle pieghe del manto, per il tipo del Bambino, per la dolcezza del volto della Vergine (leggibile attraverso la fotografia del 1948, piu che dall'attuale stato larvale dell'icona, ridotta alla sola preparazione), per la purezza "ellenistica" dei tratti, "privi delle durezze di segno tipiche delle icone sicuramente locali". In ambito locale, le piu vicine alla nostra tavola sono il frammento di Bitonto (cat. n. 12) e l'icona di Corsignano (cat. n. 10). Bibliografia: Paglia 1700, pp. 77-78; Pacec-co 1725, p. 33; De Giaco 1872, pp. 39-40; Mannelli Giovene 1881, p. 159; Garrison 1951 b, p. 300; Pappagallo 1964, p. 23; Guastamacchia 1966, p. 57; P. e M. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 1; Belli D'Elia 1971, pp. 621-623, fig. 1; Belli D'Elia 1972 a, n. 10, p. 6, fig. 10; Valente 1973, pp. 222-224, tav. XII; Guillou 1973, p. 752; Id. 1976, p. 393; Amato 1977, pp. 81-82, fig. 30; Leone De Castris 1986, p. 471. (M.M.L.) |


