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Madonna (frammento). XIII sec.
Tempera su tavola, cm. 54 x 40. Banzi (Potenza), Chiesa di S. Maria del Convento. Restauri: 1971, Soprintendenza di Matera.
Secondo la tradizione popolare, l'icona sarebbe stata in epoca imprecisata rinvenuta nei pressi di Forenza, in una localita gia abitata da monaci greci, e trasportata dalla popolazione nella Badia di Banzi, Di qui l'usanza di un pellegrinaggio annuale dei cittadini di Forenza, che sino a pochi anni fa si recavano in processione a rendere omaggio all'immagine venerata. Il recente restauro, liberandolo almeno in parte dalle pesanti ridipinture che lo sfiguravano, ha restituito leggibilita al volto della Vergine, unica parte superstite di una tavola di maggiori dimensioni di cui ignoriamo l'aspetto complessivo. E probabile comunque che la redazione secentesca del ma-phorion, di colore azzurro intenso, chiuso al collo da un fermaglio gemmato, ripeta lo schema e la cromia originali. Particolarmente evidenti sono divenute le affinita con la tavola di Andria (cat. n. 3) e con gli esemplari superstiti del gruppo che a questa si e soliti ricollegare, in particolare con la Madonna di Corsignano (cat. n. 10), cui il frammento di Banzi e accomunato da molti particolari fisionomici quali la impostazione del volto, appena reclinato a sinistra, la linea depressa della arcata sopracciliare destra, il taglio allungato degli occhi, la tornitura dei volumi ottenuta con una rosa di piccole pennellate vorticanti. Altrettanto vistosi pero, nella tavoletta lucana, alcuni scadimenti e fraintendimenti, come l'occhio sinistro troppo rimpicciolito, il labbro inferiore reso con un'unica pennellata, le forti lumeggiature sul naso, che suggeriscono di considerare l'opera a rimorchio dei piu noti e nobili esempi pugliesi, attribuendone l'esecuzione a un Ico-nografo locale della fine del XIII secolo. Menzionata gia in un manoscritto settecentesco, l'opera venne rivelata alla critica dal-P Arslan che la attribui a ignoto iconografo meridionale. Da allora il dipinto e puntualmente citato nei principali interventi sulla produzione iconica medievale pugliese e in particolare sulla Madonna di Andria, di cui ha condiviso la vicenda critica. Bigliografia: Pannelli 1775, ff. 248, 303, 329; Arslan 1928, p. 3; Maretta 1972, pp. 49-50; M. D'Elia 1975, fig. 5; Pace 1980, p. 365, fig. 467; Creile 1981, p. 33. (P.B.D.) |


