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Madonna con Bambino (Madonna di Corsignano o Madonna dell'Acqua). XIII sec.

 

 

 

Tempera su tavola, cm. 47 x 40. Giovinazzo (Bari), Cattedrale.

 

La tradizione mette la tavola in rapporto con la Terra Santa.

La letteratura locale prende le mosse dal racconto del padre francescano Enrico da Noia, tratto da una lettera di Ludovico da Giovinazzo (1587), che fissava la data di arrivo dell'icona in Puglia al 1187 (Germinarlo).

La leggenda vuole che un certo capitano Gereteo, fermatosi nell'ospedale di Corsignano di ritorno dalla Terra Santa, avesse portato, con altre reliquie, una immagine molto venerata posta sull'altare maggiore del tempio di Edessa. Secondo la tradizione popolare, la stessa immagine nel 1184, cioe tre anni prima della presunta data di arrivo (Mannelli Gio-vene) o nel 1188 (Frammarino), sarebbe stata rubata dai Templari di Sovereto, ma subito restituita a seguito di un improvviso terremoto.

La vicenda sarebbe stata annotata in un atto curiale, perduto, del vicario Ginesio diro di Terlizzi (Molinelli Giovene). La sacra immagine, rubata ancora due volte — dal barone di Balsignano e da alcuni ecclesiastici della cattedrale di Bitonto — torno sempre a Corsignano, fino all'abbandono definitivo del casale a seguito della pestilenza del 1528.

Nel 1388 la Vergine di Corsignano fu eletta patrona di Giovinazzo e nel 1677 trasportata in cattedrale, per decreto del vescovo Agnello Alfieri. L'immagine, di cui sono visibili solo i volti, sembra appartenere al gruppo iconografico facente capo ad Andria (cat. n. 3) ma, insieme a quella di Ciurcitano (cat. n. 6), alla quale si ricollega, risulta indurita e appesantita nei tratti.

Tracce di perlinatura rimangono intorno ai nimbi. Il colore e fulvo, il modellato e reso scoprendo il verde della preparazione. Le mezze ombre sono aggiunte in rosso-In sede critica, il solo Daconto la definisce opera toscana della meta del XIII secolo. Il Garrison (1949) la ritiene opera pugliese della seconda meta del XIII secolo e la associa alla piu tarda icona di Mola (cat. n. 39). Il D'Elia propone rapporti con le icone sinaitiche. Ultimamente la Belli D'Elia ha accostato alla tavola di Corsignano una Vergine con Bambino proveniente dalla chiesa di S. Andrea a Pila, ora nel tesoro della Cattedrale di Dubrovnik (Djuric 1961, p. 47, Gamulin 1971, tav. VI), piu tarda rispetto a quella di Corsignano e fortemente abrasa, che la stessa studiosa inclina a ritenere, se non direttamente pugliese, certo ulteriore testimonianza dello stretto rapporto tra le opposte sponde.

Bibliografia: Mannelli Giovene 1881, pp. 122-138; De Ninno 1887, pp. 5-22; Ceretti in De Ninno 1888, p. 22; Simone 1891, p. 180; Sylos 1894, pp. 243-244; Bernich 1901, pp. 1-4; Vinaccia 1915, II, p. 54; De Ninno 1917; Daconto 1926, pp. 40-42; Germinano 1927; Ortolani 1948, pp. 299-300; Garrison 1949, p. 57, nota 89; Id. 1951 b, p. 301; Tatic-Djuric 1969, p. 349; M. D'Elia 1975, p. 156, fig. 3; Guillou 1976, p. 393; Leone De Castris 1986, p. 471; Belli D'Elia 1988. (M.M.L.)

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