ic_dipuglio_18 S. Nicola e storie

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S. Nicola e storie della sua vita. XIII sec.

 

 

 

Tempera su tavola, cm. 130 x 83.

Bari, Pinacoteca Provinciale. Restauri: 1919, Colarieti Tosti; 1967, Soprintendenza di Bari.

 

 

Iscrizioni: Su ogni leena: 1) — ; 2) S. NICO-LAVS/[...]; 3) S. NICOLAVS P[...] TRE.(S) PUL[...]; 4) S. N. AD [...]/TRE[...] ARU; 5) S. NICOLAVS ELIGIT^/AD EPISCOPATI]; 6) S. NICOLAVS SA-CRATUR ARCIIIEPS; 7) S. NICOLAVS LIBERAT D[...] PERICOLO N(AUTAS); 8) S. NICOLAVS VISITATA A NAU-TIS; 9) DETL-] PUDICA DIANA FRAUDO [...]; 10) S. NICOLAVS RELE[...]AT NAUTIS FRAUDE [...]; 11) S. NICOLAVS LIBERAT TRES/[...]USTAN[.. .]; 12) TRES [...] CARCERE CLAUS[...]; 13) [... JVISU [...]/[...]; 14)-; 15)-; 16) S.

La tavola, insieme a quella di S. Margherite e storie della sua vita (cat. n. 26) proviene dall'altare maggiore della chiesa di S. Margherita di BiscegHe, costruita dalla famiglia Falcone nell'anno 1197. La data e generalmente assunta quale termine di riferimento per l'esecuzione delle opere, considerate un dittico (Schulz, Diehl, Salmi, Perot-ti).

La chiesa passo in seguito sotto il patronato dei Sifola, quindi dei Frisari. Dal 1925 entrambe le tavole erano custodite in casa della contessa Amelia Berarducci, erede del conte Saverio Frisari. Scampate a una tentata vendita nel 1937, sono state acquisite nel 1963 dalla Pinacoteca Provinciale di Bari.

Il santo e raffigurato al centro, frontale, in abbigliamento vescovile, benedicente alla greca. Regge nella sinistra il Vangelo. Ai lati del volto, le immagini del Cristo e della Vergine, nell'atto di riconsegnargli le insegne vescovili. Una cornicetta a motivi geometrici separa la parte centrale dal bordo rilevato sul quale si dispongono, secondo una lettura a libro, le scene della vita. A partire dal primo registro a sinistra, come esplicato dalle iscrizioni in latino poste in alto rispetto ai singoli riquadri, si ha: 1) il miracolo del bagno; 2) l'educazione alla fede cristiana; 3) l'episodio della dote alle tre vergini; 4) il ringraziamento del padre; 5-6) l'elezione a vescovo; 7-8) la Praxis de nautis; 9-10) il sortilegio di Artemide; 11) San Nicola che salva da ingiusta esecuzione tre soldati; 12) la Praxis de stratelatis; 13) le apparizioni durante il sonno a Costanti-no e ad Ablavio; 14) il ringraziamento degli stralciati; 15-16) il miracolo posi mor-tem del giovane Adeodato sottratto ai Saraceni.

Rinviando per la lettura iconografica a due recenti interventi (Milella Lovecchio 1987 a e 1987 b), va osservato, in linea generale, che le sequenze delle scene si presentano affollate, individualmente abbreviate e tendenti a imitare i cicli dei manoscritti. Completa e l'adesione ai canoni bizantini nella rappresentazione del mondo fisico, raffigurato in maniera convenzionale, si da creare uno speciale continuum spazio-temporale. Le scene, mai rappresentate in interni, confermano l'extraspazialita e l'ex-tratemporali!a degli episodi raffigurati. Evidente risulta la ricerca di strutture ritmico-cromatiche pur nei limiti del canone iconografico.

Entrambe le tavole hanno goduto di un'ampia fortuna critica, ripercorsa dal D'Elia (1964) al quale si rinvia.

La critica piu aggiornata e concorde su una datazione alla seconda meta del XIII secolo e attribuisce l'opera a un autore locale che dimostra un'intelligenza e una capacita pittorica di ottimo livello, con evidenti prossimita stilistiche con le analoghe immagini nella cripta di S. Nicola a Mottola, in quella di S. Lucia a Brindisi, nella cripta di Crispiano e in quella di S. Maria dei Miracoli di Andria. Significative tangenze, confortate da un persuasivo quadro storico, sono state individuate con opere della Terra Santa (icone del monastero di S. Caterina de! Sinai e di Kakopetria a Cipro; Histoire univenelle miniata intorno alla meta del XIII secolo a San Giovanni d'Acri) (P. e M. D'Elia 1969). Di recente il panorama e stato ampliato, in piu occasioni, dal Pace, il quale ha colto, negli occhi tondeggianti e sgranati dei personaggi delle scene, la sigla individuata dal Weitzmann (1964) nelle icone e miniature palestinesi. L'autore riconosce, inoltre, una serie di rispondenze che vanno dagli affreschi pro-toduecenteschi ciprioti della Panaghia di Amasia allo Skylitzes matritensis del terzo quarto del XII secolo; e ancora, significative coincidenze, nel repertorio gestuale e nei tagli fisionomici, con il frontespizio di Giobbe al f. 269 della Bibbia dell'Arsenale di Acri.

Il nostro pittore, come ho gia avuto modo di dire, risulta informato della pressoche contemporanea produzione agiografica miniata della Grecia continentale, tanto da confermare l'ipotesi avanzata dal Bertaux di una sua possibile formazione come miniatore.

Bibliografia: Schulz 1860, p. 15; Salazaro, 1877, pp. 18-19; Diehl 1894, pp. 119-129; Bertaux 1904, p. 153; Pagenstecher 1914, p. 123; Vinaccia 1915, p. 107; Salmi 1919 a, p. 152; Id. 1919 b, pp. 33-34; Perotti 1920, p. 15; Van Marle, V, 1925, p. 563; Diehl 1926, pp. 592-593; Toesca 1927, p. 563 (rist. 1965, p. 997); Talbot Rice 1937, p. 193; Bettini 1938 b, p. 54; Ortolani 1948, p. 30, fig. 6; Garrison 1949, p. 151, t. 396; M. D'Elia in Bari 1964, pp. 26-27, fig. 31; Kaftal 1965, pp. 323-325; Cosmai 1968, pp. 248-249; Bologna 1969, p. 77, nota 320; P. e M. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 5; Belli D'Elia 1971, pp. 630-633; Ead. 1972 a, pp. 4-5, figg. 6, 7, 9, 13; M. D'Elia 1975, p. 160; Guillou 1976, p. 394; Amato 1977, pp. 87-90, figg. 31-32; Pace 1980, pp. 360-364, figg. 479-481; Id. 1982 a, pp. 182-183; Id. 1982 b, p. 474, fig. 426; Id. 1985 b, pp. 386-387; Milella Lovecchio 1987 a, pp. 92-94, figg. 54-58; Ead. 1987 b, pp. 53-55, fig. 5; I segni 1987, pp. 10-20; Belli D'Elia 1988.

(M.M.L.)

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