ic_dipuglio_19 S. Margherita

NO TRANSLATION AVAILABLE

предыдущая | содержание | следующая

 

S. Margherita e storie della sua vita. XIII sec.

 

 

 

Tempera su tavola, Bordo rilevato a formare cornice, cm. 130 x 83. Bari, Pinacoteca Provinciale. Restauri: 1919,_CoIarieti Tosti; 1967, Soprintendenza di Bari.

 

 

L'icona и stata sempre considerata, dalla critica, in coppia con quella di S. Nicola (cat. n. 25), alla quale l'accomunano la vicenda storica, la sostanziale affinitа di impostazione generale e la similaritа dei dettagli.

Versione latina di S. Marina, vergine antiochena, la santa и rappresentata al centro, orante, su fondo dorato. Indossa una veste azzurra, lumeggiata di bianco; sulle spalle ha un mantello rosso, con bordo per-linato e gemmato, chiuso da una spilla circolare; l'interno verde и preziosamente decorato da un motivo a reticolo. Calzari rossi e una stola gemmata che ricade sulla veste completano l'abbigliamento. L'aureola si presenta rilevata dal fondo.

Lungo tutto Мl bordo, ordinate in registri, si allineano le storie della vita. In origine 16, come nel S. Nicola, sono completamente scomparse quelle dell'ultimo registro. Nella prima scenetta (A 1) la santa, convertha alla fede cristiana dalla nutrice, viene scacciata dalla casa paterna. Le tre successive immagini, ambientate su di uno sfondo montagnoso, raffigurano rispettivamente Margherita che, intenta a custodire il gregge della nutrice (A 2), и vista dal giovane prefetto Olibrio (A 3); questi se ne invaghisce e ordina a un servo di condurla al suo cospetto (A 4). Margherita rifiuta le profferte di Olibrio confessandosi cristiana (B 1) e viene condotta in prigione (B 2). Nel terzo registro (C) sono raffigurati due episodi di martirio: nel primo viene flagellata, nel secondo lacerata con uncini. Nel quarto registro (D), sullo sfondo di una turrita prigione la santa viene visitata dal demonio con fattezze di drago, che cerca di divorarla ed и vinto. Nell'ultimo registro visibile (E), Margherita viene sottoposta a nuove torture prima di essere decapitata. A sinistra la si intuisce legata a un palo, mentre ben visibile и la figura del carnefice con la spada; a destra и raffigurata immersa nella caldaia di acqua bollente.

Considerata sempre in relazione con la tavola di S. Nicola, l'icona in oggetto non ha mai goduto di una specifica fortuna critica. Rinviando per le considerazioni generali e la storia degli studi a quanto giа detto per l'icona gemella, и da notare che, per la j. Margherita, l'Ortolani intravedeva un gusto giа "cretese" nel modo di lumeggiare, acuto e aspro, il volto della santa, e correlava le figure dei carnefici con i tipi di S. Angelo in Formis. La Belli D'Elia (1971) ribadiva le relazioni — giа istituite nel 1969 - con VHistoire untverselle, paragonando la rappresentazione dei soldati di Olibrio con le amazzoni a cavallo della miniatura crociata, e ancora il modo di panneggiare la veste della santa con S. Maria Maddalena dello Psalterio di Melisenda. L'autrice accostava inoltre la tavola all'icona agiogra-fмca sinaitica di S. Caterina e, in ambito locale, all'affresco di analogo soggetto nella cripta omonima dм Mottola, alla S. Ciriaca raffigurata a Laterza e alle Marie al sepolcro nel S. Vito Vecchio di Gravina. Confronti ai quali possiamo aggiungere l'inedito affresco agiografia) della santa nella cripta di S. Maria dei Miracoli ad Andria.

Per quanto riguarda l'artefice, o gli artefici, delle due tavole, la critica non vi si и mai soffermata in modo esauriente: il Pace (1982) coglie una loro "possibile diversitа", in quanto nel S. Nicola vi sarebbe una manifesta dipendenza da prototipi bizantini, nella S. Margherita un adattamento su quei modelli, come dimostrerebbero alcune incongruenze compositive.

In effetti, diversitа si rilevano anche nell'abbigliamento dei personaggi delle scene. Differente la concezione cromatica, piщ vivace, varia e calligrafica nel S. Nicola (si vedano per esempio il virtuosismo nella realizzazione delle sbarre della prigione, o l'indicazione degli elementi vegetali nelle rappresentazioni in esterno). Nelle stesse immagini centrali, li dove l'autore del S. Nicola lumeggia con tocchi sottili e grafici, quello della S. Margherita preferisce tratti netti e per larghe pennellate. Altra sostanziale differenza, l'assenza dei fittili in latino accanto a ogni episodio.

Dando per scontato un comune sostrato di cultura crociato-bizantina, filtrato da affe-renze occidentali, credo si possa affermare che l'autore della S. Margherita abbia guardato con attenzione al suo collega che aveva da poco eseguito, o stava eseguendo, la tavola con il S. Nicola.

Bibliografia: Schulz 1860, p. 96; Salazaro, 1877, pp. 18-19; Diehl 1894, pp. 119-129; Bertaux 1904, p. 153; Pagenstecher 1914, p. 123; Vinaccia 1915, p. 107; Kondakov v. II, 1915, pp. 379-380, fig. 219; Salmi 1919 a, p. 152; Id. 1919 b, pp. 33-34; Perotti 1920, p. 15; Van Marle, V, 1925, p. 563; Toesca 1927, p. 563 (rist. 1965, p. 997); Talbot Rice 1937, p. 193; Bettini 1938-39, p. 54; Ortolani 1948, p. 304, fig. 7; Garrison 1949, p. 151, n. 395; M. D'Elia in Bari 1964, pp. 26-28, fig. 30; Kaftal 1965, n. 240, coli. 729-736; P. e M. D'Elia in Bari 1969, scheda n. 4; Belli D'Elia 1971, pp. 624-629, fig. 2 (2a-2f); Ead. 1972 a, n. 8, pp. 2-4, fig. 8; Guillou 1976, p. 394; Pace 1979, pp. 182-183, figg. 164-165; Id. 1980, pp. 360-365, figg. 473-476; Id. 1982 b, p. 474, fig. 425; Id. 1985 b, pp. 386-387, fig. 588; Belli D'Elia 1988.

(M.M.L.)

предыдущая | содержание | следующая